Ce l’abbiamo fatta : nonostante il cambiamento da Penisola istriana a Sofia e Bulgaria, nonostante la levataccia del 29 e il rientro nelle prime ore del 2/9, nonostante le attese e i controlli aeroportuali…nonostante i ritmi sostenuti del tour…. ce l’abbiamo fatta,e bene! E ne è nato un interessamento vivo per le necessità dei non vedenti e ipovedenti.,Ma andiamo con ordine:
Bene a Sofia,il 1* giorno dove la guida ,Desy , ci ha mostrato e raccontato tante cose: dalle origini romane della città, Serdica, testimoniate dalla chiesa rotonda di San Giorgio del IV secolo, età costantiniana, poi divenuto chiesa ortodossa, che si erge curiosamente circondato da palazzi ministeriali ottocenteschi, a testimoniare la cura della memoria.
Dopo l’era romana e’ calato il buio sopra la città fino alla sua conquista da parte degli Ottomani per circa 5 secoli, finché è stata “liberata” dalla Russia zarista che sconfisse a fine 700 i turchi dell ‘ impero ottomano, ormai indebolito. Che destino di tutta la zona fosse entrare nell’orbita russa era chiaro fin dall’alfabeto, il cirillico, l’alfabeto delle lingue slave.A ringraziamento per la nuova autonomia, gli abitanti di Sofia hanno costruito e dedicato all’eroe russo Alexander Nievskji la basilica ortodossa più importante della città , rendendolo anche santo! Iconostasi lignee dorate, tante icone, anch’esse dorate, imponenti lampadari e candelabri. Ne abbiamo viste tante di chiese ortodosse in questi 4 giorni! Interessante un punto cittadino dove è plasticamente visibile la convivenza tra diversi: la moschea col suo minareto, la sinagoga ebraica, la chiesa cristiana di santa Venerdì. Una volta liberati dal giogo ottomano e restituiti alla propria autonomia i bulgari- 6 milioni in un territorio quattro volte la Lombardia- per governarsi si sono rivolti agli Asburgo del vicino impero Austroungarico. E infatti Sofia ha numerosi palazzi in stile viennese. Che contrastano alquanto con i tanti cubi austeri dell’era sovietica, dal 1945 al1991. Poi è stato un esodo di un milione e mezzo di persone verso ovest e una forte urbanizzazione di Sofia.Una storia dolorosa ma sicuramente interessante se vista dall’esterno e a distanza di tempo!A Sofia abbiamo visto anche altro, dalla campana impigliata nella chioma di un albero, al parco dove ogni 1 marzo si annodano tanti spaghi bianchi e rossi, la martenitza, in segno di augurio…e mangiato cibi bulgari, uno per tutti la banitsa. Il 2* giorno due ore di pullman e il Monastero di Rila, patrimonio UNESCO. Bellissimo fuori, interessantissimo dentro!Non antico, distrutto da un incendio e ricostruito nell’800. Due e tre piani di portici bianchi e neri, architettura in stile bizantino e un po’ moresco, una grande chiesa a cinque cupole e dai muri esterni interamente dipinti con motivi di angeli, diavoli, anime, inferno e Paradiso, icone di santi e Maria con Bambino.Dentro un interessante museo dove convivono testimonianze liturgiche e avanzamenti culturali e didattici,e infine la cella ampia di un monaco, uno studioso, con celletta del servitore a lui dedicato. Arriviamo presto in albergo e poi…shopping in centro.Qualcuno arriva ugualmente a vedere Sofia by night, compreso il bravissimo King, cane-guida vero amico per il suo padrone.
Il 3* giorno è stato dedicato alla visita della città di Plovdiv, città imperiale romana Filippopoli ,nell’antica Tracia. Ne sono rimaste importanti vestigia, scoperte di recente, come il decumano , la strada importante fiancheggiata da templi e palazzi dove abbiamo fatto una bella foto di gruppo. Ma anche il teatro romano, e parte dell’ Arena, anche questa immortalata da una foto di gruppo. Parte , perché il lato lungo ormai è occupato dalla strada principale pedonale, fiancheggiata da bei palazzi in stile asburgico. Visibile per intero, e toccabile ,l’antica arena romana, solo in un modellino. La città si è abbellita all’indomani della ‘liberazione’, nel ‘rinascimento bulgaro’ a fine’700: mercanti bulgari hanno cominciato a trafficare e , percorrendo le vecchie strade romane, hanno arricchito la città di belle case private. Ne abbiamo visitato una, oggi di proprietà del Comune e arredata come era all’epoca.Interessante la chiesa cattolica, in stile bizantino, coi tipici mosaici a tessere ,più luminosa rispetto alle chiese ortodosse visitate. Anche qui palazzi e decorazioni del periodo sovietico, ma è evidente che la città non ha subito i bombardamenti di Sofia nel secondo conflitto mondiale. Si arriva tardi in albergo, cena e ancora qualcuno ha la forza di uscire per vedere i monumenti illuminati.
E infine 4* giorno, con l’ interessantissimo Museo di Storia dove apprendiamo preistoria e storia antica di questa terra, la Tracia, ambita per la sua posizione strategica,e ammiriamo i tanti manufatti in pietra e metalli.,Comprendiamo meglio anche l’evoluzione dell’alfabeto .A seguire la chiesa di Bojana, del,sec X , un vero gioiello, patrimonio UNESCO. Si passa in gruppi di nove, per soli 10minuti, entrando da una porta molto bassa.E speriamo che i delicatissimi affreschi , col Cristo Pantocratore,Maria col Bambino,scene bibliche ed evangeliche, Costantino e S Elena , che coprono ogni centimetro di muro, resistano ancora perché possano essere ammirati dalle prossime generazioni! Dopo il pranzo passeggiata per Sofia al momento del cambio della guardia nel Palazzo . Poi in albergo pronti ad una lunga attesa per l’aereo che è alle 11,45 ora locale. Ma chiacchiere e un giro al Duty free alleggeriscono l’attesa. Si decolla. Addio Sofia e Bulgaria!
La novità è che la guida, Desy, veterana di un’Agenzia turistica, ha recepito la difficoltà e le esigenze dei non vedenti e si è data da fare. Il cane guida spesso era escluso dalla visita delle chiese. Desy ha discusso sul momento e non ottenendo nulla, e’ poi andata a vedere cosa dice la legge in merito ai diritti dei disabili. Da ultimo, il giorno successivo al ritorno, la presidente ci informa che la guida Desy ha preso a cuore la possibilità di far fruire l’arte ai non vedenti ed è già in corso una collaborazione col Liceo nazionale d’arte applicata che da subito lavorerà a modellini dei monumenti di Sofia e Bulgaria e quadri a rilievo per essere “letti” anche dalle persone non vedenti. Insomma uno scambio fruttuoso: a noi un bel tour, a lei la scoperta di un mondo a cui non aveva mai pensato.
